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QUAL'È LA DIFFERENZA TRA UN FUMETTO SERIALE ED UN ROMANZO A FUMETTI? PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide   
Martedì 17 Marzo 2009 16:58

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Salve a tutti, questa è la mia prima news, nel quale vorrei trattare l'argomento sovracitato, ovvero

"QUAL'È LA DIFFERENZA TRA UN FUMETTO SERIALE ED UN ROMANZO A FUMETTI?"

 

Per capire la differenza tra fumetto seriale e romanzo a fumetti bisogna conoscere queste due realtà nel particolare.


IL FUMETTO SERIALE


Alla base del fumetto seriale sta la volontà da parte della casa editrice che si occupa della pubblicazione, di realizzare una testata periodica in grado di coinvolgere il target di lettori designato attraverso la serializzazione dei suoi contenuti.

Il fumetto seriale è innanzitutto un business, un'operazione commerciale attraverso il quale l'editore, che investe i suoi soldi nella pubblicazione dell'albo a fumetti, affronta una spesa periodica prospettando un bilancio positivo che permetta non solo di mandare avanti la pubblicazione della testata, ma anche di poter dare uno stipendio ai suoi dipendenti e tenere parte del guadagno per se. Ma chi sono i dipendenti dell'editore di fumetti? Questo è una caratteristica fondamentale del fumetto seriale, ovvero la catena di montaggio che sta alla base della produzione dell'albo vero e proprio; tralasciando lo staff tecnico non necessariamente implicato nella creazione delle pagine di fumetto, concentriamoci invece su chi crea disegni e storie di cui è composta la striscia o l'episodio seriale.


Tutto nasce dall'idea, e quindi dalla figura dell'ideatore, che può essere un disegnatore come può non esserlo; l'ideatore pone le basi del mondo in cui si ambienta la storia a fumetti e delle caratteristiche fisiche e psicologiche dei personaggi. Non è necessariamente coinvolto nella produzione del fumetto, quanto più nel porre le basi per le storie che vedranno protagoniste le sue creature. Può anche essere sceneggiatore delle storie dei suoi personaggi.


Il primo passo per la creazione dell'albo è la storia, di cui si occupano gli sceneggiatori. Lo sceneggiatore ha il compito di pensare la storia ed adattarla al formato del fumetto, descrivendola al disegnatore in modo tale che sia ben chiaro cosa succede e cosa viene descritto e detto in ogni singola vignetta.

In genere gli sceneggiatori pensano e scrivono una sceneggiatura da soli, tuttavia nel fumetto seriale è più facile che in fase di catena di montaggio questi si dividano a loro volta in alcune sotto-categorie per velocizzare il lavoro:


soggettista: la magia del fumetto seriale inizia da un soggetto, ovvero da una breve descrizione di cosa dovrebbe, a grandi linee, accadere nel canovaccio della nostra storia. Il soggettista abbozza una trama che fa poi approfondire dallo sceneggiatore


sceneggiatore: il passo successivo al soggetto è l'approfondimento dei temi descritti in esso, ovvero la sceneggiatura. I dialoghi e le inquadrature della scena vengono accuratamente divise in descrizioni di ciò che succede vignetta per vignetta


dialoghista: a volte c'è un addetto specifico per la creazione dei dialoghi dei personaggi che si occupa della stesura e della loro divisione all'interno delle nuvolette-balloons di dialogo


Il passo successivo alla sceneggiatura è la rappresentazione grafica del mondo descritto in essa, ovvero il disegno delle tavole a fumetti. Anche in questa fase, a seconda del tipo di esigenza del team di lavoro o delle disposizioni date dalla supervisione, la figura del disegnatore può essere divisa in sotto-categorie di artisti impegnati nelle diverse fasi della creazione dell'universo visivo del progetto:


caratterizzatore: si occupa di realizzare studi dei personaggi e degli ambienti caratterizzandoli secondo il suo gusto e stile rappresentativo, ma pur sempre in base alle direttive impartitegli dall'ideatore dei personaggi, quando le due figure professionali non coincidono.


impaginatore: il layout, ovvero l'impaginazione è il primo passo dalla stesura della sceneggiatura alla resa grafica del fumetto. L'artista interpreta la sceneggiatura componendo un primo schizzo di personaggi ed ambienti all'interno delle vignette; in questa fase non deve essere preciso, bensì descrittivo degli ingombri degli oggetti. Il suo lavoro serve esclusivamente alla figura del disegnatore per visualizzare l'insieme degli elementi compositivi all'interno della vignetta e applicarvi sopra il suo disegno.


disegnatore: il disegnatore lavora sugli schizzi realizzati dall'impaginatore, disegnando al posto di ingombri e strutture anatomiche, i personaggi e gli ambienti col suo interpretandoli col suo stile di disegno. Il disegno, seppur schizzato, è adesso riconoscibile, non resta che ripulirlo delle sue imperfezioni e dei segni non essenziali.


addetto al clean- up: il clean-up è la ripulitura del disegno a matita realizzato dal disegnatore. L'addetto al clean-up riprende il disegno fatto dal disegnatore eliminando ogni segno superfluo e linea di costruzione, cercando di attenersi il più possibile al disegno precedente, facendo attenzione a non riportare segni inutili o viceversa dimenticando di riprendere quelli utili.


La tavola a fumetti a matita è pronta per il prossimo passaggio: la terza fase è quella finale, ovvero la rifinitura, comprensiva dei passaggi che portano una tavola a fumetti dalla sua fase disegnata a matita, a tutto ciò che potrà diventare a prodotto finito, pronto per la stampa su carta.


inchiostratore: l'inchiostratore applica l'inchiostro sul disegno a matita, secondo un suo stile d'inchiostrazione o secondo uno stile deciso a priori dalla supervisione dei lavori.


colorista: praticamente colui che colora i disegni nel caso non sia previsto che questi rimangano in bianco e nero. Praticamente la totalità dei coloristi di fumetti seriali, lavorano oggi in tecnica pittorica digitale, più versatile e veloce di quella classica, in costante innovazione,

stampa litografica


letterista: applica il testo agli spazi lasciati bianchi nei balloons, nelle didascalie o in alcuni punti ben precisi di un fumetto. Oggi il lettering viene eseguito prevalentemente in digitale, qualora non fosse precisa volontà della supervisione la scelta di farle disegnare a mano al letterista.


copertinista: il lavoro del copertinista è semplice, dare alla prima di copertina di un albo a fumetti una grafica che possa attirare il lettore casuale e introdurlo alle tematiche contenute nell'albo. Non è raro che il copertinista usi una tecnica pittorica classica per rifinire le sue illustrazioni.


supervisore: coordina il lavoro degli artisti e degli sceneggiatori, spesso affidandosi al suo gusto e mettendo del suo nella forma finale del prodotto. Nonostante il più delle volte non sia un disegnatore ne uno scrittore di fumetti, riesce col tempo, grazie all'esperienza o alla passione per il fumetto, a maturare una conoscenza delle dinamiche del mondo del fumetto tale da poter essere considerato una figura fondamentale all'interno del gruppo di lavoro;

ed è grazie sopratutto alla sua conoscenza delle dinamiche del mercato (che spesso chi lavora da artigiano nel mondo del fumetto ignora) che il supervisore può incarnare in se il referente tipo delle pubblicazioni a fumetti, ovvero il lettore di fumetti seriali.

grafico editoriale: si occupa dell'impaginazione tipografica del prodotto finito. È il punto di congiunzione tra creatori di albi a fumetti e aziende tipografiche. Non è raro che su richiesta del supervisore apporti delle modifiche al prodotto finale prima di venire stampato.


In generale quindi il fumetto seriale è fondamentalmente un tipo di fumetto realizzato da un team di scrittori di storie ed artisti coordinati da un supervisore che tenta, coordinando il suo staff di artisti e sceneggiatori, di trovare un buon compromesso tra velocità d'esecuzione dei compiti e qualità delle tavole finite, in modo da fornire all'editore un buon prodotto finito entro le scadenze da lui prefissate.


IL ROMANZO A FUMETTI


«Fumetti? Quella specie di letteratura disegnata...» Hugo Pratt


Nel 1967 Hugo Pratt vide pubblicato il primo romanzo a fumetti della storia, Una ballata del mare salato, una storia autoconclusiva con protagonista il suo personaggio Corto Maltese. Cos'aveva di diverso quel fumetto rispetto a ciò che era stato finora il panorama fumettistico in Europa?


1978, il fumetto Contratto con Dio di Will Eisner viene definito da lui stesso "graphic novel", termine scritto addirittura sulla copertina dell'albo. Che innovazione importava nell'ambito della concezione del fumetto americano, legata fino a quel momento alla serializzazione di ogni sua creatura cartacea?




Il romanzo a fumetti altro non è che un diverso modo di concepire il fumetto rispetto a quello seriale: un modo diverso di sentire non solo le sue caratteristiche intrinseche da opera d'arte quale esso è, ma anche le sue caratteristiche estrinseche, ovvero la superiore qualità dei materiali utilizzati per rilegarlo o della carta delle pagine (proprio come un libro); difatti il romanzo a fumetti è concepito principalmente come libro e di conseguenza reperibile principalmente in libreria. Altra caratteristica fondamentale di un romanzo è l'unità narrativa che lo contraddistingue, ovvero la divisione di una storia in tre fasi fondamentali, premessa, svolgimento e conclusione, senza necessariamente bisogno di avere una continuity, con la quale invece la comprensione dell'opera finirebbe per risultare parziale.


C'è da spendere un'ultima parola sulle peculiarità di un romanzo a fumetti, ovvero i contenuti: non dovendo necessariamente andare incontro ad un precisa fascia di pubblico, il romanzo a fumetti può trattare un tema qualsiasi, proprio come un normale romanzo, senza preoccuparsi di poter eccedere nell'esplicitazione dei suoi contenuti. In questo modo è accessibile a tutti senza censure, perché pensata in modo autoriale, senza supervisori attenti alla risposta del pubblico ed al controllo dei contenuti.

In definitiva diciamo che un romanzo a fumetti è un investimento rischioso: è un'opera letteraria a tutti gli effetti, non influenzata dal mercato, stampata con costi maggiori e tirature minori rispetto ad un fumetto seriale; relegato in un ambiente librario più elitario rispetto ad un luogo dove reperire un seriale, con una diffusione pubblicitaria ed una distribuzione minori, privo di continuity e, perciò meno dotato di appeal per un pubblico giovane rispetto ad un uscita mensile che solletica la curiosità con colpi di scena periodici e trovate pubblicitarie per tenere vivo l'interesse.

Eppure il romanzo a fumetti oggi è una realtà ben affermata... perché?

Dando per scontata l'equivalenza artistica di entrambi questi modi di concepire il fumetto, dobbiamo notare però che il pubblico ha risposto a suo modo, dimostrando che non è affatto prevedibile il mutare del gusto e che la qualità di un'opera non si misura semplicemente dalla sua diffusione su scala ma dal valore di ciò che essa esprime, dai suoi contenuti, siano essi colti o meno.

Se qualcosa è bello verrà per forza di cose notato ed apprezzato, seppur in modo minore rispetto ad una realtà più estesa, ed il romanzo a fumetti è decisamente qualcosa di bello.

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