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Mi presento, mi chiamo Davide Cangemi, ho 23 anni e sono un aspirante fumettista alla Scuola del Fumetto di Palermo. Frequento il secondo anno e di rado mi occupo di grafica e fotografia, ma principalmente di fumetto.

Che cos'è il fumetto? Molti di voi potrebbero ritenere di conoscere la risposta a questa domanda (ammesso che una risposta esaustiva possa davvero esistere), essendo il fumetto un'arte molto esplicita nella sua forma e quindi molto intuitiva.

Sta di fatto che a volte, nel cercare di individuare una definizione esaustiva di “fumetto” si tende a concentrarsi solo su certi suoi aspetti invece che tentare una descrizione ragionata di ciò che può essere nell'insieme delle sue caratteristiche questa stupenda, eppure tutt'oggi inesplorata forma d'arte.

Alcune tra le più comuni definizioni di fumetto, quelle date da una persona qualunque, a prescindere dal fatto che sia un appassionato di fumetti o meno, o che apprezzi questa forma d'arte, sono quelle di tutti i giorni, cioè quelle che sentiamo andando in edicola, o guardando la televisione, o per strada o che usiamo noi stessi...

se facessimo un'indagine scopriremmo che le più usate sono queste:

 

  • i fumetti sono i giornalini per ragazzi

  • sono disegni dentro le vignette

  • sono sequenze di immagini in movimento

  • sono storie disegnate con le lettere dentro i palloncini

  • sono romanzi illustrati

 

Commentiamo in ordine le seguenti definizioni:

Capita spesso alla gente di identificare il fumetto col mezzo di comunicazione col quale esso si diffonde, cioè la carta; è così, il fumetto, come lo immaginiamo modernamente è sicuramente un'arte che fa della carta il suo principale mezzo di diffusione, quindi chi identifica il fumetto con il suo veicolo di espressione, l'“albo”, non fa affatto un errore.

Chiamandolo volgarmente “giornalino”, relegando il fumetto nella fascia d'intrattenimento pensata per un pubblico di giovane età, considerandolo più che altro per la forma che assume di disegni su carta, subito si individuano inconsapevolmente due grandi peculiarità del fumetto: il target ed il medium, cioè il pubblico per il quale sono fatti e la loro forma.

È vero: i fumetti sono per ragazzini e sono fatti di carta, ma sono solo questo?

Parliamo del medium: Ci sono molti fumetti al giorno d'oggi, dagli argomenti più disparati tra loro. Alcuni affrontano temi classici, come i supereroi. Altri, prettamente umoristici prendono a soggetto le vite di personaggi fantastici dalle sembianze animali ma umanizzati. Ma è solo questa la realtà di tematiche a fumetti esistente al mondo? Tralasciando le pubblicazioni a fumetti dal carattere erotico o pornografico esistente, esistono pubblicazioni a fumetti pensate anche per un pubblico più adulto, sia per contenuti grafici che per tematiche?

Senza occuparmi al momento di ciò che a mio parere possano essere contenuti più o meno adatti ad un pubblico giovane, voglio concentrarmi su ciò che il fumetto potrebbe offrire in alternativa al classico intrattenimento popolare.

Ad esempio, potrebbe esistere un fumetto che parla di guerra o di politica o affronta temi legati alla diversità, al razzismo o altre questioni legate al sociale? Può un fumetto occuparsi di giornalismo? Di cronaca nera o fatti storici? O puntare all'orrore o all'ermetismo comunicativo? Può il fumetto trattare temi come l'amore o i rapporti umani in modo più vero e reale rispetto a quello classico di un fumetto per ragazzi? Un fumetto può avvalersi di una forma comunicativa più vicina a quella dell'arte canonica, per forma e stile?

In generale, quindi, esistono fumetti che potenzialmente potrebbero parlare di qualunque cosa passi per la testa di un autore? Scopriamolo assieme...

 

È uscito da poco al cinema un film a cartone animato tratto dal best-seller a fumetti Persepolis, dalla pluri-premiata autrice iraniana Marjane Satrapi.

Persepolis viene pubblicato per la prima volta in Francia nel 2000, diviso in 4 volumi, grazie al quale la Satrapi vince il premio Alph'Art du coup-de-cour al Festival di Angouleme del 2001, premio che trasforma l'opera in un vero e proprio caso letterario a livello internazionale.

"Persepolis" arriva in Italia nel 2002, riscuotendo immediatamente il meritato successo.

Il fumetto è una sorta di autobiografia dell'autrice che racconta in prima persona della sua infanzia in Iran durante la Rivoluzione Culturale, cioè dopo la caduta del crudele regime autoritario dello scià, della sua adolescenza in Europa e del successivo ritorno in patria, un Iran sconvolto dalla guerra e da un regime ancora peggiore del precedente.

Particolarità del fumetto è lo stile con cui l'autrice si approccia alla narrazione: al contrario di come farebbe un libro di storia, un saggio o un documentario, la Satrapi racconta le sue esperienze di testimone della guerra tra Iran ed Iraq, della vita sotto dittatura, delle sue esperienze sentimentali in modo molto personale, come fu lei a viverle; dapprima con gli occhi di una bambina incapace di rassegnarsi alla guerra ed alla repressione, che non vuole rinunciare alla sua vitalità ed alla sua libertà, poi con gli occhi di una adolescente in un contesto europeo culturalmente distante anni luce da quello che conosceva fino ad allora.

Tutto ciò si traduce in trovate narrative piuttosto spiazzanti, come le idee distorte della politica interna che la piccola condivideva coi suoi amici d'infanzia, o gli immaginari dialoghi tra lei e dio, rappresentato come un vero e proprio personaggio dialogante, o la sua passione sfrenata per Bruce Lee, Bee Gees, Iron Maiden, e Michael Jackson, di cui compra poster e cassette al mercato nero.

Caratteristica fondamentale del fumetto è la descrizione dei rapporti tra i personaggi: il rapporto coi genitori e con la nonna materna, figure chiave della crescita interiore di Marjane, sono resi in modo talmente reale e vero da creare un profondo coinvolgimento emotivo in chi legge la storia.

Uno dei momenti più rappresentativi della capacità della Satrapi di coinvolgere il lettore è a mio avviso il periodo in cui la piccola Marjane conobbe suo zio Anush, studente dissidente all’epoca dello Scià, liberato dopo nove anni in prigione, poi nuovamente arrestato e condannato a morte dal nuovo regime. Il tenero rapporto tra zio e nipote è un grande esempio di come il fumetto non sia da meno delle altre forme di intrattenimento quando si tratta di comunicare stati d'animo ed emozioni.





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