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| Major richiedono a Telecom dati utenti P2P altrimenti sono pronti a denunciare la Telco |
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| Scritto da Roberto Cascio | |||||
| Martedì 26 Maggio 2009 11:59 | |||||
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Anche in Italia i rappresentanti dell’industria dei contenuti audiovisivi hanno dichiarato guerra aperta ai netizen che scaricano illegalmente dalla Rete materiale protetto da copyright. Una guerra iniziata da diverso tempo e intensificatasi con la crescita del fenomeno del file sharing e del P2P. Secondo FAPAV, Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva, il ricorso al download illegale ha causato nel 2008 una perdita di fatturato pari a circa 530 milioni di euro e, in termini di impiego, la pirateria sta già mettendo a rischio oltre 250 mila posti di lavoro nel settore audiovisivo.
Pronta la replica di Telecom Italia. L’azienda, si legge in una nota, ha sempre agito nel pieno rispetto della normativa vigente. La situazione e il contesto normativo, sostiene la Telco, sono ben diversi da quelli che FAPAV descrive mentre «punta l’indice contro Telecom Italia ed in generale contro gli operatori di telecomunicazioni». I dati degli utenti, infatti, come ribadito dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee, non possono essere messi a disposizione nel caso di controversie civili relative ai diritti di proprietà intellettuale.
Tratto da http://www.webmasterpoint.org
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