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Si alzano contro di me perfidi testimoni; mi interrogano su cose delle quali non so nulla.
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Mi rendono male per bene; desolata è l'anima mia.
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Eppure, io, quand'erano malati, vestivo il cilicio, affliggevo l'anima mia con il digiuno, e pregavo con il capo chino sul petto.
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Camminavo triste come per la perdita d'un amico, d'un fratello, andavo chino e oscuro in volto, come uno che pianga sua madre.
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Ma, quando io vacillo, essi si rallegrano, si radunano; si raduna contro di me gente abietta che io non conosco; mi lacerano senza posa.
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Quei profani, come buffoni da mensa, digrignano i denti contro di me.
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O Signore, fino a quando starai a guardare? Allontana l'anima mia dalla loro malvagità, l'unica mia, da quelle belve.
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Io ti celebrerò nella grande assemblea, ti loderò in mezzo a un popolo numeroso.
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Non si rallegrino di me quelli che a torto mi sono nemici, né strizzino l'occhio quelli che m'odiano senza motivo.
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Poiché non parlano di pace, anzi meditano inganni contro la gente pacifica del paese.
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Aprono larga la bocca contro di me e dicono: «Ah, ah! Abbiamo visto con i nostri occhi».
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Anche tu hai visto, o SIGNORE; non tacere! O Signore, non allontanarti da me.
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Risvégliati, déstati per farmi giustizia, o mio Dio, mio Signore, per difender la mia causa.
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Giudica secondo la tua giustizia, o SIGNORE, Dio mio; fa' ch'essi non si rallegrino di me,
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che non dicano in cuor loro: «Ah, ecco il nostro desiderio!» Che non dicano: «Lo abbiamo divorato».
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Siano tutti insieme svergognati e confusi quelli che si rallegrano dei miei mali; siano ricoperti di vergogna e disonore quelli che s'innalzano superbi contro di me.
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Cantino e si rallegrino quelli che si compiacciono della mia giustizia, e possano sempre dire: «Glorificato sia il SIGNORE che vuole la pace del suo servo!»
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La mia lingua celebrerà la tua giustizia, esprimerà la tua lode per sempre.
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